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	<title>Il Palazzo di Sichelgaita</title>
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		<title>«La rivoluzione delle Crociate»</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 13:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia & Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Meschini Lo storico francese Jean Flori: «Così la guerra da “giusta” divenne “santa”. Con i secoli la Chiesa mutò le basi dottrinali dello scontro con i musulmani» Cosa sono state le crociate? Difesa o aggressione? Le guerre sante &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/14/la-rivoluzione-delle-crociate/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2569&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">di Marco Meschini</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Lo storico francese Jean Flori: «Così la guerra da “giusta” divenne “santa”. Con i secoli la Chiesa mutò le basi dottrinali dello scontro con i musulmani»</strong></p>
<div id="attachment_2571" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/damietta.jpg"><img class=" wp-image-2571 " title="Damietta" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/damietta.jpg?w=640&#038;h=304" alt="" width="640" height="304" /></a><p class="wp-caption-text">MISSIONE COMPIUTA - I soldati del re di Francia Luigi IX il Santo entrano a Damietta nel giugno del 1249.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Cosa sono state le crociate? Difesa o aggressione? Le guerre sante condotte per tre secoli dalla Cristianità hanno protetto l’Europa dall’invasione dell’Islam oppure sono state esse stesse conquista? È il secondo dei problemi principali sollevati dalla guerra santa del Medioevo, cui è dedicato il primo volume della nostra «Biblioteca medievale», il lavoro di Jean Richard: La grande storia delle crociate. Problema che oggi riprendiamo, dopo aver affrontato ieri il “nodo” della guerra <em>in nomine Christi</em>.<br />
Nella sua lettera di martedì scorso a <em>il Giornale</em> Francesco Cossiga ha preso le difese delle «operazioni belliche che i cristiani hanno dovuto condurre in difesa della Fede, della Chiesa e della Cristianità», viste come una «grazia di Dio» capace di arrestare l’espansionismo islamico, dalla battaglia di Poitiers (732) a Lepanto (1571) alla liberazione di Vienna (1683). Un giudizio più che condivisibile, tenuto conto di quanto visto ieri e, soprattutto, del fatto che storicamente l’Occidente non sarebbe come lo conosciamo oggi senza qualche colpo ben assestato al <em>jihad</em> musulmano, cioè all’espansione militare dell’Islam. Curiosamente, Cossiga non ha citato esplicitamente le crociate. Approfondiamo allora il discorso insieme allo storico francese Jean Flori, studioso di crociate fra i più noti al mondo.</p>
<p><span id="more-2569"></span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Professor Flori, cosa distingue una guerra giusta da una guerra santa?</span><br />
«Non credo alla possibilità di una “guerra santa”, mentre la nozione di guerra giusta è un po’ più accettabile. Come storico del Medioevo, posso ricordare la definizione di guerra giusta offerta da sant’Agostino: ovvero una guerra decisa dal potere civile e condotta senza odio né interessi privati per una causa giusta, come la protezione di popolazioni minacciate o il recupero di terre e beni ingiustamente sottratti. Chi muore in una guerra giusta è considerato un eroe che merita gli onori e la riconoscenza della Patria, ma non un santo. È ciò che avviene invece con la guerra santa, che si ritiene ordinata da Dio e offre a chi vi muore la corona dei martiri, quella che una volta si guadagnava con la testimonianza non violenta».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Quando si verificò il passaggio da un tipo di guerra all’altro?</span><br />
«Nei primi secoli la Chiesa non dispone di alcun potere terreno. I cristiani servono come buoni cittadini l’Impero, ma non con le armi: è la posizione di Tertulliano e Origene. Quando l’Impero diviene cristiano, nel IV secolo, si crea una confusione crescente tra Impero e Chiesa, tra potere civile e religioso: ed ecco sant’Agostino. Il passaggio alla guerra santa avviene poi gradualmente, sino all’XI secolo: la Chiesa guidata dal papato vede nei suoi nemici gli agenti del demonio e in chi li combatte i campioni del bene cui viene promesso il Paradiso. Questa demonizzazione dell’avversario tocca il suo culmine nei riguardi dei pagani, come i musulmani».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Qual è l’atteggiamento dell’Islam di fronte alla guerra?</span><br />
«Per l’Islam il problema morale della guerra è minimo. Diversamente da Gesù, Maometto non predicava affatto la non violenza. A partire dall’<em>egira</em> (622 d.C.) egli diviene profeta, capo di stato e comandante militare, combattendo in prima persona varie guerre contro i suoi avversari. Molti passi del Corano giustificano questa posizione e Maometto stesso ha promesso la corona del martirio per il <em>jihad</em>, la guerra santa musulmana. E si tenga presente che il musulmano caduto nel <em>jihad</em> è ritenuto così santo che il suo corpo non ha bisogno di essere lavato, come prescriverebbe la legge, e che egli ha persino la possibilità di trasferire una parte della sua santità ai parenti. Quindi questa idea è originaria nell’Islam e, invece, frutto di una “rivoluzione dottrinale” nella Chiesa».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Secondo alcuni, però, <em>jihad</em> non significa «guerra santa», ma «lotta sulla via di Dio».</span><br />
«Sì e no. Questa lotta può avere in effetti un senso morale e interiore, soprattutto nel sufismo. Ma nel Corano, in un caso su tre, il termine <em>jihad</em> non può significare altro che guerra nel senso esteriore. Quindi, se il <em>jihad</em> non è semplicemente la guerra santa, questa è comunque parte integrante del jihad».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Qualè lo scopo del <em>jihad</em>?</span><br />
«Il suo fine non è la conversione forzata, rifiutata nel Corano (sura 2,256), ma la sottomissione della terra alla legge di Dio. Il mondo è diviso in due: la “terra dell’Islam” e la “terra della guerra”, che un giorno passerà sotto la legge di Dio. Nella prima viene esercitata una certa tolleranza, almeno durante il Medioevo e solo per le “genti del Libro”: ebrei e cristiani».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Ciò detto, è corretto equiparare crociata e <em>jihad</em>?</span><br />
«Hanno molti punti in comune: sono predicati dall’autorità religiosa (ma si ricordi che l’Islam non separa Chiesa e Stato), prevedono ricompense spirituali per chi partecipa e il Paradiso per chi muore. Ma sono anche molto diversi: il <em>jihad</em> porta i musulmani alla conquista di territori che erano cristiani, mentre le crociate hanno come scopo la riconquista di terre che una volta erano cristiane, in Spagna, in Sicilia, in Terrasanta».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Che valore aveva Gerusalemme all’epoca?</span><br />
«Gerusalemme era il primo dei luoghi santi del Cristianesimo, molto più di Roma e Santiago di Compostela, mentre era solo il terzo per i musulmani, dopo La Mecca e Medina. Sul piano della giustificazione “morale” per l’epoca, la crociata potrebbe essere dunque paragonata a un <em>jihad</em> volto a recuperare La Mecca caduta in mano cristiana».</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Senza le crociate dell’XI-XIII secolo l’Islam avrebbe potuto invadere l’Europa?</span><br />
«Non credo. Si potrebbe anzi dire che le crociate abbiano favorito la reazione, e persino l’unificazione dei Paesi musulmani, nutrendo il loro desiderio di rivincita. Mettiamoci dunque su un piano di pura speculazione: se i crociati, in quanto guerrieri, avessero servito sotto l’Impero bizantino, forse la riconquista cristiana della Terrasanta sarebbe stata più duratura, e persino più accettata da parte musulmana. Ma si può rifare la storia?».</p>
<p style="text-align:justify;"><em>da &#8220;Il Giornale&#8221;, 29/08/2005.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2569/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2569&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>L’eresia delle Crociate</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Feb 2012 12:11:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia & Personaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[di Marco Meschini Il classico studio di Jean Richard affronta un nodo secolare ma ancora irrisolto: Chiesa, Islam e lo scandalo di rispondere al sangue con il sangue. Croce, crociato, crociata, crociate. Le guerre sante della Cristianità, le crociate, sono &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/14/leresia-delle-crociate/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2561&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">di Marco Meschini</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Il classico studio di Jean Richard affronta un nodo secolare ma ancora irrisolto: Chiesa, Islam e lo scandalo di rispondere al sangue con il sangue.</strong></p>
<div id="attachment_2565" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/k038468.jpg"><img class=" wp-image-2565 " title="K038468" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/k038468.jpg?w=512&#038;h=438" alt="" width="512" height="438" /></a><p class="wp-caption-text">DI TERRA E DI MARE - La conquista di Antiochia da parte dei crociati raffigurata in un codice medievale</p></div>
<p style="text-align:justify;">Croce, crociato, crociata, crociate. Le guerre sante della Cristianità, le crociate, sono figlie d’una realtà, la crociata. Ovvero: chi sparge il sangue per difendere l’«eredità di Cristo» &#8211; la Terrasanta e i cristiani &#8211; non è un mero assassino, bensì compie un’operameritoria. Il crociato è dunque un uomo in armi che si cuce addosso una croce di stoffa, il cui significato è duro come il legno del Golgota: «Chi vuol venire dietro di me, prenda la sua croce e mi segua». Questo passo del Vangelo (Matteo 16,24) è il filo rosso di tutta la storia delle crociate, concepite dai partecipanti come un «atto d’amore»: verso Cristo e il prossimo.<span id="more-2561"></span><br />
Un vero paradosso, acclarato da storici come l’accademico di Francia Jean Richard, cofondatore della Società internazionale per lo studio delle crociate. Studi come la sua monumentale <em>Grande storia delle crociate</em> &#8211; che apre la collana del Giornale dedicata al Medioevo -mostrano senza pudori grandezze e miserie di quei tre secoli e oltre di Storia che sono state le crociate. Fatte di vittorie e sconfitte, sul piano politico, religioso, culturale e umano.<br />
Le crociate pongono un’infinità di problemi, ma sono due quelli principali: il primo riguarda la Chiesa e il Cristianesimo, il secondo l’Europa e l’Occidente. Il primo è: versare il sangue nel nome di Cristo è un’eresia? Il secondo: le crociate sono state difesa o aggressione, hanno protetto l’Europa o l’hanno «esportata»? Nel Medioevo questi due problemi erano strettamente connessi perché l’Europa era la Cristianità, anche se non tutti la pensavano allo stesso modo. Ora il quadro è molto mutato, ed è chiaro che le risposte che diamo a questi problemi dipendono da quel che pensiamo di Chiesa e Cristianesimo, Europa e Occidente, guerra e pace. Il presidente Francesco Cossiga ha già toccato il secondo problema martedì scorso da queste colonne; domani lo riprenderemo con un altro grande studioso delle crociate e autore per la nostra collana, Jean Flori. Oggi affrontiamo il primo problema.<br />
Ebbene, la crociata è eresia? È stato blasfemo tutto lo sforzo politico, economico, filosofico, teologico e propagandistico che ha sorretto l’impresa delle crociate dalla Terrasanta alla Spagna, per parlare solo di quelle contro l’Islam? Così sembrerebbe, e non più solo in seno alla cultura <em>politically correct</em>, ma ora anche nelle sacre stanze, almeno a leggere il discorso che papa Benedetto XVI ha tenuto a Colonia davanti ad alcuni «amici musulmani».<br />
Ammettiamo per un momento che «combattere il nemico e uccidere l’avversario» sia cosa «sgradita a Dio»; si aprono allora due questioni. La prima è: ciò vale anche per l’Islam? E riguarda tutti gli avversari, dai monoteisti ai pagani, compreso l’Occidente secolarizzato e neopagano? Eppure nel Corano viene detto: «Uccidete i miscredenti ovunque li incontriate, catturateli, assediateli e tendete loro agguati» (<em>sura</em> 9,5). È sbagliato, è un refuso? Qualche islamico di pregio dovrebbe spiegarlo. E dunque l’intento di «dialogo» con il cosiddetto Islam moderato è indubbio, e si muove sul filo di una complicata sfida: può l’Islam rigettare alcuni passi delle sue sacre scritture? Un problema immenso. La seconda questione riguarda invece la Chiesa, specie quella cattolica: sempre e comunque uccidere è sgradito a Dio? Certo, nel decalogo sta scritto: «Non uccidere».Ma è pure scritto che <em>nulla potestas nisi a Deo</em>, «non esiste potere che non provenga da Dio».E il potere &#8211; qualunque potere &#8211; è costretto a ricorrere in talune circostanze alla violenza e al sangue, per esempio contro altra violenza. Bene: Dio è sempre contrario? O non è forse avverso alla forza priva di ragione e di diritto? È chiaro infatti che non stiamo parlando dell’abuso del potere, ma del naturale ricorso alla violenza da parte di una qualunque forma di potere sociale e politico per tutelare persone, istituzioni, valori. Forse non si «combatte il nemico» quando si impedisce lo sterminio di una famiglia o di un popolo? E come può avvenire questo senza uso &#8211; ragionato &#8211; della forza? La risposta a me pare dolorosamente una. Ora: sebbene quello della Chiesa non sia un potere come gli altri («Il mio Regno non è di questo mondo»), pure la Chiesa è in parte nel mondo e, altrettanto certamente, vi è stato (e potrebbe esservi di nuovo) un tempo in cui la Chiesa ha partecipato del potere di questo mondo.<br />
In quest’ottica, torniamo alle crociate: «combattere il nemico» musulmano per ridare libertà ai Luoghi Santi e ai cristiani è stato sgradito a Dio? La crociata è inattuale e in parte sbagliata, poiché la nuova legge si fonda sul comandamento dell’amore più che sul decalogo. Ma se la crociata fosse (stata) sbagliata <em>in toto</em>, le migliaia di laici e di chierici che vi hanno partecipato, spendendovi sudore, soldi e sangue, sarebbero (stati) tutti sgraditi a Dio. E questo non può essere, per la semplice ragione che è stato in larga misura proprio il papato a volere le crociate, promettendo ai partecipanti il Paradiso. Il punto è dunque: comunque, in nessun modo, qualcuno ce l’ha fatta? La «vergogna» di cui si è sentita l’eco a Colonia è sacrosanta per gli eccessi e le deviazioni, come le rare conversioni forzate, le stragi senza senso o l’uso delle crociate per scopi privati; ma chi ha obbedito e operato correttamente non può che aver ottenuto il premio promesso. Il Papa ha ragione: la Chiesa di oggi non deve incitare a nessuna guerra santa, né sottomettere il giudizio del passato al presente, poiché ogni parola e gesto hanno valore eterno davanti a Dio.<br />
Un ultimo rilievo: è ammirevole il paziente tentativo di dialogo con l’Islam che il papato porta avanti. Non dimentichiamoci però che già nel Duecento un papa di grande levatura, Innocenzo III, scrisse per due volte al sultano d’Egitto chiedendo che cessassero le guerre nel nome dell’unico Dio. La risposta? La stiamo ancora aspettando.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>da &#8220;Il Giornale&#8221;, 28/08/2005</em></p>
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		<title>La crociata va in laguna</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 11:52:37 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Ezio Savino L’abile regia del doge Enrico Dandolo dietro la missione del 1204. Marco Meschini ricostruisce, attingendo a tutte le fonti conosciute, le vicende dell’«incompiuta» Un filo rosso collega i cavalli di San Marco, la decorazione musiva di San &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/13/la-crociata-va-in-laguna/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2544&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">di Ezio Savino</p>
<p style="text-align:center;"><strong>L’abile regia del doge Enrico Dandolo dietro la missione del 1204. Marco Meschini ricostruisce, attingendo a tutte le fonti conosciute, le vicende dell’«incompiuta»</strong></p>
<div id="attachment_2547" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/horses_of_basilica_san_marco_bright.jpg"><img class="size-full wp-image-2547" title="Horses_of_Basilica_San_Marco_bright" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/horses_of_basilica_san_marco_bright.jpg?w=640&#038;h=453" alt="" width="640" height="453" /></a><p class="wp-caption-text">Quadriga proveniente dall&#039;Ippodromo di Costantinopoli - Venezia, Museo di San Marco.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Un filo rosso collega i cavalli di San Marco, la decorazione musiva di San Giovanni Evangelista a Ravenna e uno dei più toccanti <em>mea culpa</em>, officiato davanti al primate dell’ortodossia greca da Giovanni Paolo II, con il suo bacio a una ciotola di terra ellenica, il 4 maggio 2001, al bema, la «tribuna» dell’Areopago d’Atene, quella stessa da cui San Paolo diffuse il famoso sermone sul dio ignoto. Un lato fascinoso della storia è questo suo imbastire legami tra i fatti. Allo studioso s’impone il compito di disseppellire la catena, denudare i ganci, mettere in chiaro il senso. È quanto si prefigge <em>1204: l’incompiuta. La IV crociata e le conquiste di Costantinopoli</em>, di Marco Meschini.<span id="more-2544"></span></p>
<div id="attachment_2549" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_3.jpg"><img class=" wp-image-2549 " title="San Giovanni Evangelista_mosaico_3" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_3.jpg?w=448&#038;h=483" alt="" width="448" height="483" /></a><p class="wp-caption-text">La conquista di Costantinopoli - frammento del mosaico pavimentale dalla chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna (1216).</p></div>
<p style="text-align:justify;">La meravigliosa quadriglia di destrieri in bronzo dorato (gli originali oggi risplendono nella galleria interna della Basilica di San Marco) ci portano a Venezia. Simbolo della libertà della Serenissima, vi giunsero da Costantinopoli, dove ornavano i «Giochi dell’Imperatore», alias l’ippodromo. Per mezzo secolo i cavalli, attribuiti all’officina del greco Lisippo, impreziosirono l’Arsenale, poi le arcate di San Marco, finché un altro raffinato predatore, Napoleone, li adibì a superbo decoro del <em>Carrousel</em>, alle Tuileries. Per poco: nel 1815 rimpatriarono in laguna. Ma nel 1204 erano stati il dono personale di un doge alla sua città idolatrata.</p>
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align:justify;">
<dl class="wp-caption aligncenter">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_1.jpg"><img class=" wp-image-2551 " title="San Giovanni Evangelista_mosaico_1" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_1.jpg?w=420&#038;h=459" alt="" width="420" height="459" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Crociati all&#8217;assalto &#8211; frammento del mosaico pavimentale dalla chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna (1216).</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align:justify;">Enrico Dandolo, allora quasi novantenne e per di più cieco, era uno <em>stans</em> («benestante, capitalista»), che per una vita aveva militato tra i <em>procertantes</em> («pendolari», portentosi mercanti, commessi viaggiatori del Mediterraneo), e dunque conosceva a menadito ogni segreto d’occidente e d’oriente. Fu lui, doge guerriero, l’uomo-chiave della quarta crociata, a buon diritto definita «incompiuta». Ardente ideatore ne era stato un papa, Innocenzo III, un esperto del ramo, pronto a usare le armate cristiane non solo in Terrasanta, ma anche contro Marcovaldo di Anweiler in Sicilia, sulla testa dei Saraceni in Spagna e per estirpare l’eresia pauperistica e «pura» degli Albigesi. Predicatori, baroni e cavalieri, secondo uno schema ormai collaudato da tre precedenti spedizioni, già ammassavano uomini e mezzi per il <em>passagium</em>, il transito via mare alla zona operativa, il Santo Sepolcro. Mancava il vettore.</p>
<div id="attachment_2552" class="wp-caption aligncenter" style="width: 279px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_2.jpg"><img class=" wp-image-2552 " title="San Giovanni Evangelista_mosaico_2" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_2.jpg?w=269&#038;h=560" alt="" width="269" height="560" /></a><p class="wp-caption-text">Guerriero - frammento del mosaico pavimentale dalla chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna (1216).</p></div>
<p style="text-align:justify;">Qui entra in scena Dandolo. Venezia, bruciando sul filo Genova e Pisa, offriva il pacchetto completo (naviglio da carico, galee di scorta, viveri, infrastrutture) a prezzo non certo d’occasione ma, secondo le stime moderne, equo. Il ticket del «contratto» ammontava a quattro marchi per cavallo e due per uomo, un totale di 85mila pezzi, venti tonnellate d’argento, quando il PIL della Francia non arrivava alla metà di quella somma. E quando l’accozzaglia crociata cominciò a chiedere sconti, il doge calò l’asso. Pretese risarcimenti politici e territoriali. Dirottò l’armata su Zara, ricca città ribelle, che fu ridotta all’obbedienza. Era la prima deviazione dall’obiettivo. La seconda, definitiva, fu Costantinopoli. Qui si consumò l’incompiutezza della quarta crociata. Gerusalemme sparì dal piano d’azione, sostituita dalla capitale dei Cesari d’oriente, in pieno marasma politico, e con cui Venezia aveva parecchi conti da regolare.</p>
<div id="attachment_2554" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_4.jpg"><img class=" wp-image-2554 " title="San Giovanni Evangelista_mosaico_4" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico_4.jpg?w=420&#038;h=482" alt="" width="420" height="482" /></a><p class="wp-caption-text">Attacco via nave - frammento del mosaico pavimentale dalla chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna (1216).</p></div>
<p style="text-align:justify;">Le sue cinquecento torri non furono sufficienti alla difesa. I latini cristiani cinsero d’assedio la perla dei greci ortodossi, l’espugnarono, tra incendi, saccheggi, le usuali violenze di ogni guerra di conquista, nel corso della quale le forze di aggressione sembrano ostinarsi a non ricordare più il motivo per cui l’hanno scatenata. Il libro di Meschini descrive con completezza gli eventi. Ma il suo vivido interesse sta nel metodo d’indagine, dall’interno del mondo crociato. Ogni fonte &#8211; letteraria o iconografica &#8211; è qui messa al lavoro per ricostruire in dettaglio meticoloso quei tragici anni di fermenti, di passioni, di guadagni colossali fondati sul sangue.</p>
<div id="attachment_2556" class="wp-caption aligncenter" style="width: 430px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico.jpg"><img class=" wp-image-2556 " title="San Giovanni Evangelista_mosaico" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/san-giovanni-evangelista_mosaico.jpg?w=420&#038;h=489" alt="" width="420" height="489" /></a><p class="wp-caption-text">Cocca veneziana - frammento del mosaico pavimentale dalla chiesa di San Giovanni Evangelista a Ravenna (1216).</p></div>
<p style="text-align:justify;">I frammenti dei mosaici ravennati in San Giovanni Evangelista forniscono i particolari stilizzati di una scenografia da film, in cui scopriamo i segreti costruttivi degli «uscieri», i vascelli da carico veneziani che da apposite aperture sugli scafi rovesciavano cavalli e armati sulla costa nemica, nella battaglia anfibia, o delle torri mobili montate sulle antenne dei battelli di complemento da cui i combattenti cristiani incrociavano lance e spade con i difensori dei baluardi imperiali di Costantinopoli. Se saccheggio fu (e i cavalli di San Marco ne sono prova), l’analisi documentaria suggerisce all’autore che, probabilmente, la violenza sanguinaria descritta nella cronaca partigiana del coevo bizantino Niceta Coniata era frutto più di comprensibile rancore e senso di vendetta, che di lealtà storica. Certo, il fossato tra la chiesa di Roma e l’ortodossa, già aperto dagli scismi, si allargò. E bene fa Meschini a ricordare l’ammenda di un papa generoso, lungimirante, che a otto secoli di distanza si affatica a ricucire lo strappo, nell’ideale di una fratellanza che non nega la storia, ma ne metabolizza, soffrendo, le cruente magagne.</p>
<p style="text-align:justify;"><em>da &#8220;Il Giornale&#8221;, 28/10/2005.</em></p>
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		<title>Ritrovato l’«Officiolum» testimone di Dante</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:15:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo oltre sei secoli è stato ritrovato l&#8217;Officiolum di Francesco da Barberino (1264-1348), chimera della letteratura e dell&#8217;arte medioevale citato da contemporanei e da posteri del XIV secolo ma scomparso. Ora è riapparso nelle mani di un collezionista italiano, il &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/13/ritrovato-lofficiolum-testimone-di-dante/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2537&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2539" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_sfinge.jpg"><img class="size-full wp-image-2539" title="Francesco da Barberino_offiziolo_Sfinge" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_sfinge.jpg?w=640&#038;h=418" alt="" width="640" height="418" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco e la Sfinge - miniature dall&#039;Offiziolo di Francesco da Barberino (1305-07)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Dopo oltre sei secoli è stato ritrovato l&#8217;<em>Officiolum</em> di Francesco da Barberino (1264-1348), chimera della letteratura e dell&#8217;arte medioevale citato da contemporanei e da posteri del XIV secolo ma scomparso. <span id="more-2537"></span><br />
Ora è riapparso nelle mani di un collezionista italiano, il quale chiese tre anni fa una valutazione a due esperti di <em>Christie&#8217;s</em>, Fabio Bertolo e Kay Sutton. Dopo uno studio del manoscritto miniato, gli specialisti hanno ora accertato che l&#8217;<em>Officiolum</em>, libro di preghiere fatto realizzare dal poeta e notaio fiorentino Francesco da Barberino, è il libro d&#8217;ore più antico d&#8217;Italia, con ben 70 pagine miniate, realizzato a Padova nel 1305-08 da artisti della bottega di Giotto e con immagini di chiara ispirazione dantesca, quando ancora della Commedia circolavano solo i primi canti dell&#8217;Inferno. La scoperta è annunciata dagli studiosi Fabio Bertolo e Teresa Nocita con un saggio sul nuovo numero della rivista <em>Filologia e critica</em> (Salerno editrice). Si tratta di uno straordinario ritrovamento, non solo perché getta nuova luce sull&#8217;arte emiliano-veneta degli inizi del Trecento, ma anche perché è la prima testimonianza della diffusione del capolavoro dantesco.</p>
<div id="attachment_2541" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_limbo.jpg"><img class=" wp-image-2541  " title="Francesco da Barberino_offiziolo_limbo" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_limbo.jpg?w=410&#038;h=523" alt="" width="410" height="523" /></a><p class="wp-caption-text">Il Limbo - miniatura dall&#039;Offiziolo di Francesco da Barberino (1305-07).</p></div>
<div id="attachment_2542" class="wp-caption aligncenter" style="width: 650px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_speranza.jpg"><img class="size-full wp-image-2542" title="Francesco da Barberino_offiziolo_speranza" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/francesco-da-barberino_offiziolo_speranza.jpg?w=640&#038;h=422" alt="" width="640" height="422" /></a><p class="wp-caption-text">Francesco e la Speranza - miniature dall&#039;Offiziolo di Francesco da Barberino (1305-07)</p></div>
<p><em>da &#8220;Il Giornale&#8221;, 18/01/2007</em></p>
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		<title>Dalla calamita alla bussola: il magnetismo nel Medioevo.</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Feb 2012 13:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza, tecnologia e medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Per quanto strano possa sembrare, le proprietà della magnetite (mineral magnetite, Fe304) erano conosciute e studiate fin dall&#8217;Antichità. Nel Mediterraneo greco-romano era conosciuta con il nome di Lithos Magnetis, cioè &#8220;Pietra di Magnesia&#8221;, dal nome di una città della Lidia, &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/12/dalla-calamita-alla-bussola-il-magnetismo-nel-medioevo/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2401&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2532" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/020amolenuvolette-it1100-1200-pline-et-vespasien-histoire-naturelle-fol-1100-bm-le-mans-france.jpg"><img class=" wp-image-2532 " title="020[amolenuvolette.it]1100 1200 pline et vespasien histoire naturelle fol.1100 bm le mans france" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/020amolenuvolette-it1100-1200-pline-et-vespasien-histoire-naturelle-fol-1100-bm-le-mans-france.jpg?w=512&#038;h=415" alt="" width="512" height="415" /></a><p class="wp-caption-text">Plinio il Vecchio presenta la sua opera a Vespasiano - particolare da miniatura della Naturalis Historia dall&#039;Abbazia di Saint Vincent a Le Mans, XII secolo.</p></div>
<p style="text-align:justify;">Per quanto strano possa sembrare, le proprietà della magnetite (<em>mineral magnetite</em>, Fe<sub>3</sub>0<sub>4</sub>) erano conosciute e studiate fin dall&#8217;Antichità.<br />
Nel Mediterraneo greco-romano era conosciuta con il nome di <em>Lithos Magnetis</em>, cioè &#8220;Pietra di Magnesia&#8221;, dal nome di una città della Lidia, in Asia Minore, nei pressi della quale vi erano grandi giacimenti di queste particolari rocce. <span id="more-2401"></span><br />
Lucrezio, nel sesto libro del suo <em>De Rerum Natura</em>, afferma che le proprietà del <em>magnete</em> o <em>calamita</em> erano già conosciute dagli antichi, e le elenca brevemente:</p>
<ol style="text-align:justify;">
<li>attrae il ferro a distanza;</li>
<li>i pezzi attirati aderiscono alla calamita;</li>
<li>la calamita può attivare nel ferro un potere di attrazione;</li>
<li>questo potere rimane per un po&#8217; di tempo;</li>
<li>i pezzi di ferro magnetizzati attirano anche altri oggetti non di metallo;</li>
<li>alcune calamite possono anche respingere dei pezzi di ferro invece di attirarli.</li>
</ol>
<p style="text-align:justify;">Quest&#8217;ultimo punto è molto interessante, dato che Lucrezio è il primo a parlare della repulsione magnetica.<br />
Della magnetite parla anche Plinio il Vecchio nella sua <em>Naturalis Historia</em>, e da lui sappiamo che aveva un utilizzo abbastanza curioso: veniva usato soprattutto in medicina, per curare le malattie degli occhi. Dioscoride, dal canto suo, consiglia la polvere di magnetite, somministrata con molta acqua, per espellere gli umori grassi. Queste applicazioni medico-alchemiche furono trasmesse all&#8217;Europa medievale attraverso Isidoro di Siviglia, mentre, d&#8217;altra parte, fin dal VII secolo, il fenomeno dell&#8217;attrazione magnetica interessò particolarmente intellettuali musulmani come Jabir ibn Haiyan, o “Geber”</p>
<div id="attachment_2534" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/chinese-lodestone-compass.jpg"><img class="size-full wp-image-2534" title="Chinese-lodestone-compass" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/chinese-lodestone-compass.jpg?w=640" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Ricostruzione moderna di &quot;shih&quot;, tavoletta divinatoria della dinastia Han (I sec. d.C.)</p></div>
<p style="text-align:justify;">Non sembra, invece, che, nel Mediterraneo dell&#8217;Antichità, fosse conosciuta un&#8217;altra caratteristica: l&#8217;orientamento magnetico.<br />
Era conosciuta invece in Cina, dove la <em>pietra misteriosa</em> (questa la traduzione letterale del nome cinese che indica il magnete) veniva usata per la complessa pratica della divinazione astrologica. Sembra che l&#8217;origine della bussola vada ricercata in particolari giochi da tavolo, tabelle che rappresentavano il cielo o la terra su cui venivano gettati sassolini o sferette, simboli dei corpi celesti. Due di queste tavolette divinatorie sono state rinvenute in tombe coreane della dinastia Han (I secolo d.C.). Erano composte da una tavola quadrata simbolo della terra sormontata da una piastra circolare di metallo rotante ben lisciato che rappresentava il cielo; una calamita a forma di cucchiaio veniva appoggiato sulla piastra del cielo, e ruotava  in risposta alla sollecitazione del campo magnetico terrestre, indicando con il manico i segni profetici incisi sulla tavola. Non si sa quando queste pratiche divinatorie diedero origine alla pratica di orientarsi con la bussola. Sappiamo che un testo del IV secolo a.C. indica come mezzo per orientarsi una calamita a forma di pesce rivestita di legno messa a galleggiare in una bacinella d&#8217;acqua; tra il VI e il VII secolo d.C., il pesce è sostituito da un ago di ferro magnetizzato; inoltre, già prima dell&#8217;XI secolo, li sapeva che i pezzi di ferro potevano essere magnetizzati prima della lavorazione, togliendoli dalla fornace all&#8217;interno di un campo magnetico. Questi aggeggi erano conosciuti con nomi che significavano <em>girino</em> e <em>pesce</em>, proprio per la forma dell&#8217;ago. Il particolare curioso è che il punto di riferimento nell&#8217;orientamento cinese non fosse il Nord ma il Sud, e in effetti la tecnica di magnetizzazione usata in Cina era concepita per invertire la polarità. In effetti, la declinazione magnetica era nota in Cina già nel IX secolo, 500 anni prima che in Europa. La prima descrizione di una bussola nautica, però, si ha soltanto in una cronaca datata al 1110 circa, i cui fatti si riferiscono però a quasi trent&#8217;anni prima.</p>
<div id="attachment_410" class="wp-caption aligncenter" style="width: 263px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2011/08/bussola.jpg"><img class="size-full wp-image-410" title="Bussola" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2011/08/bussola.jpg?w=640" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">La bussola: la bussola a scatola lignea sembra essere stata inventata nel 1300 nel Mediterraneo. Probabilmente la bussola arrivò dalla Cina nel XII o XIII secolo. Questo esemplare è modellato su un esemplare esistente del XV secolo.</p></div>
<p style="text-align:justify;">
Non è ancora chiaro come la bussola sia arrivata dalla Cina in Occidente: i resoconti persiani, arabi e indiani che menzionano bussole con l&#8217;ago a forma di pesce sono tutti successivi all&#8217;introduzione della bussola in Europa. La stessa parola araba usata per indicare la bussola, <em>alkonbas</em>, implica l&#8217;Occidente; forse gli Arabi stessi pensavano che la bussola fosse stata inventata in Europa e non in Oriente. Questo potrebbe suggerire una via di trasmissione diversa: quella di terra, attraverso i popoli delle steppe, o i mercanti che percorrevano il circuito che verrà successivamente chiamato Via della Seta.<br />
Fatto sta che la bussola viene menzionata per la prima volta all&#8217;interno di un testo occidentale nel 1187, nel <em>De nominibus utensilium</em> dell&#8217;abate di Cirencester Alessandro di Neckam, allora studente a Parigi.<br />
A partire dalla fondazione del Regno Crociato di Gerusalemme, nel 1099, sono le Repubbliche Marinare dell&#8217;Italia a fare la parte del leone nel commercio con l&#8217;Oriente. E un ruolo determinante nella diffusione della bussola in Occidente potrebbe averlo avuto proprio la città di Amalfi, e molto prima che la leggenda ne attribuisse l&#8217;invenzione al personaggio dell&#8217;amalfitano Flavio Gioia, probabilmente mai esistito; nel corso del XII secolo, le navi amalfitane importavano magnetite in quantità dall&#8217;isola d&#8217;Elba, e Amalfi divenne il primo centro europeo di fabbricazione delle bussole, strumento indispensabile per orientarsi per mare. Fu forse proprio ad Amalfi che venne coniato il termine <em>bussola</em>, derivato da <em>buxus</em>, legno di bosso, e da <em>buxula</em>, scatoletta; doveva trattarsi dunque di una scatoletta in legno di bosso, probabilmente ad ago galleggiante. Il tipo senz&#8217;acqua comparirà solo più tardi.</p>
<div id="attachment_2535" class="wp-caption aligncenter" style="width: 458px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/epistola-de-magnete.jpg"><img class=" wp-image-2535  " title="Epistola-de-magnete" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/epistola-de-magnete.jpg?w=448&#038;h=467" alt="" width="448" height="467" /></a><p class="wp-caption-text">La bussola -miniatura dall&#039; &quot;Epistula de Magnete&quot; di Pietro Peregrino.</p></div>
<p style="text-align:justify;">
L&#8217;introduzione della bussola fece fare un bel balzo in avanti agli studi sul magnetismo in Occidente. Da una menzione all&#8217;interno della <em>Historia Orientalis</em> di Jacques de Vitry (1218), ricaviamo che ai suoi tempi si era già capito che l&#8217;ago della bussola punta verso la Stella Polare, a Nord. Ne fa menzione anche Brunetto Latini nel <em>Tresòr</em>, che inoltre introduce il concetto dei due poli, positivo e negativo, alle estremità della calamita.<br />
Un notevole progresso in questo senso fu compiuto dal piccardo Pietro di Maricourt, meglio conosciuto dai suoi contemporanei come Pietro Peregrino (<em>Petrus Peregrinus</em>). Verso il 1250 insegnava all&#8217;Università di Parigi, e lo stesso Ruggiero Bacone, che frequentava le sue lezioni, gli dedica frasi molto lusinghiere: «Ciò che gli altri cercano di vedere debolmente e alla cieca [....] egli vede nella piena luce del giorno, perché è maestro nello sperimentare». Nel 1269, ritroviamo Pietro Peregrino al seguito delle armate del re di Napoli Carlo II d&#8217;Angiò durante l&#8217;assedio della colonia saracena di Lucera, probabilmente come ingegnere militare; proprio in quell&#8217;occasione, egli scrisse la <em>Epistula de Magnete</em>, dedicata al cavaliere Sieger de Foucaucourt. Era in sostanza un compendio di tutto ciò che si conosceva allora sul magnetismo, ma conteneva anche particolari molto importanti ricavati dall&#8217;osservazione personale. In quella sede, Pietro Peregrino intuì addirittura (anche se in embrione) il campo magnetico della Terra, notando che una calamita in forma sferica attira un ago formando dei cerchi simili ai meridiani terrestri.<br />
Il testo di Pietro Peregrino divenne subito uno dei testi più diffusi di filosofia naturale, tanto che venne edito a stampa già nel 1558, e sarà la base da cui l&#8217;inglese William Gilbert, a cavallo tra il Cinquecento e il Seicento, partirà per la sua opera rivoluzionaria <em>De magnete</em>.</p>
<p style="text-align:justify;"><strong>Bibliografia</strong><br />
<em>Learning, language, and invention: essays presented to Francis Maddison</em>, a cura di Francis Maddison, Willem Dirk Hackmann, Anthony John Turner, in &#8220;Astrolabica&#8221;, vol. 6, Variorum 1994;<br />
Chiara Frugoni, <em>Medioevo sul naso: occhiali, bottoni e altre invenzioni medievali</em>, Laterza, Bari 2004;<br />
Joseph Needham, <em>Scienza e civiltà in Cina</em>, Einaudi, Torino 1986.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2401/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2401&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il primo saggio non si scorda mai?</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 15:18:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messaggi personali, racconti & poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel marzo 2010, in occasione dell&#8217;ostensione della Sindone, si era tenuto, a Roma, alla Pontificia Accademia Alfonsiana, un convegno di cinque giornate intitolato proprio Accanto alla Sindone. Dato che ero reduce da una tesi di laurea triennale in Storia Medievale &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/11/il-primo-saggio-non-si-scorda-mai/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2487&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/accanto-alla-sindone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2489" title="Accanto alla Sindone" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/accanto-alla-sindone.jpg?w=640" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Nel marzo 2010, in occasione dell&#8217;ostensione della Sindone, si era tenuto, a Roma, alla Pontificia Accademia Alfonsiana, un convegno di cinque giornate intitolato proprio <em>Accanto alla Sindone</em>. Dato che ero reduce da una tesi di laurea triennale in Storia Medievale incentrata appunto sulla Sindone, venni invitata a relazionare nel corso dell&#8217;ultima giornata, il 27 marzo. Il mio intervento (<em>La Sindone e il Medioevo: dove sta andando la storiografia?</em>) fu l&#8217;ultimo della mattinata, e sicuramente il più lungo: è un miracolo che nessuno si sia addormentato! Nel corso di quella giornata, ebbi la possibilità di conoscere molti studiosi della Sindone, e non solo; personaggi del calibro di Paolo di Lazzaro (ottico all&#8217;ENEA di Frascati), di Marco Tosatti, di Barbara Frale.<span id="more-2487"></span><br />
Ora, da quel convegno, è venuto fuori un libro, pubblicato dalla casa editrice torinese Radicequadrata, che raccoglie alcuni degli interventi dei partecipanti, compreso il mio.</p>
<p style="text-align:center;"><strong>Quattro percorsi accanto alla Sindone.</strong></p>
<p style="text-align:justify;">Per me, è il mio primo saggio pubblicato: in pratica, è la mia tesi di laurea condensata. Tutti dicono che il primo saggio non si scorda mai&#8230; Vedremo se sarà vero, tra qualche annetto.<br />
Intanto, per chi fosse interessato a leggerlo, inserisco qui il collegamento al sito della casa editrice. Gli altri interventi sono tutti molto interessanti. Per il mio, lancio una sfida: sono curiosa di vedere se non si addormenterà nessuno anche questa volta!</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.ilpescalibro.com/index.php?productID=13304">http://www.ilpescalibro.com/index.php?productID=13304</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2487/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2487&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Perceval &#8211; Eric Rohmer (1978)</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Feb 2012 12:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Spettacoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Il film era stato presentato per la prima volta al Festival del Cinema di Parigi nel 1978 con il titolo di Perceval Le Gallois; in Italia venne proiettato solo nel 1984, con i sottotitoli. Rimase un illustre sconosciuto anche in &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/11/perceval-eric-rohmer-1978/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2461&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/11/perceval-eric-rohmer-1978/"><img src="http://img.youtube.com/vi/hnf2-YjBLRA/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:justify;">Il film era stato presentato per la prima volta al Festival del Cinema di Parigi nel 1978 con il titolo di <strong>Perceval Le Gallois</strong>; in Italia venne proiettato solo nel 1984, con i sottotitoli. Rimase un illustre sconosciuto anche in patria, tanto che lo stesso regista una volta disse scherzando che gli unici ad averlo apprezzato erano gli intellettuali e i ragazzini delle scuole medie. Un vero peccato, perché il film in questione è un capolavoro in piena regola.<span id="more-2461"></span><br />
Già il nome del regista è tutto un programma: <strong>Eric Rohmer</strong>, classe 1920, scomparso del 2010, tra i maggiori rappresentanti della <em>Nouvelle Vague</em> francese, movimento nato negli anni &#8217;50 con l&#8217;intenzione di dare una scrollatina al mondo del cinema. Fuori dagli schemi senza essere un distruttore, colto senza essere cattedratico, mette in scena un cinema dell&#8217;anima, un cinema che va dritto al cuore dell&#8217;interiorità dell&#8217;uomo, ma con leggerezza, quasi con un sorriso. Ed è un cinema della parola, quella di Rohmer, un cinema che si fa letteratura.<br />
E che letteratura, soprattutto in questo caso, dato che il regista qui si trova a confrontarsi nientedimeno che con Chretien de Troyes, il massimo rappresentante del romanzo cavalleresco del XII secolo; e per giunta con quello che è considerato da molti il suo capolavoro, <em>Perceval ou le Comte du Graal</em>, incentrato tutto sul personaggio del giovane Parsifal e sulle sue peripezie che daranno inizio alla Ricerca del Santo Graal.<br />
La grandezza di Rohmer sta nel non essersi lasciato abbagliare dal Graal e da tutto il carico di esoterismo che si porta dietro nei tempi moderni: il film non ruota attorno al Graal, ma al protagonista, Parsifal, qui incarnato dall&#8217;aspetto un po&#8217; naif di Fabrice Luchini. Da buon ex professore di lettere, il regista ha colto il senso profondo del romanzo di Chretien de Troyes di romanzo di iniziazione alla vita di un adolescente,  di percorso che trasforma un valletto in un cavaliere, un ragazzino in un uomo.<br />
Parte tutto dall&#8217;incontro casuale di Parsifal con i cavalieri nella foresta: Parsifal è ancora immerso nell&#8217;infanzia, ha come unico punto di riferimento una mamma iperprotettiva che lo ha cresciuto da sola, isolandolo dal mondo esterno per paura che potesse morire in battaglia come suo padre e i suoi fratelli. Quell&#8217;incontro segna la fine dell&#8217;infanzia, stimolando il gusto per l&#8217;avventura nascosto dentro ogni adolescente (soprattutto dei maschi): a Parsifal ora non basta più la sua casa, l&#8217;affetto della madre, vuole diventare cavaliere. La madre lo lascia andare (anche se, come ogni mamma, vorrebbe che restasse sempre bambino), e gli dà i consigli che costituiranno il suo bagaglio di partenza: onorare la donna, ascoltare i consigli degli uomini di esperienza, e pregare. Parsifal va alla corte di Re Artù per diventare cavaliere: ma non sa niente di come si comporta un cavaliere, è un rozzo, un violento, si rende ridicolo perfino davanti a Re Artù. La sua crescita dovrà passare attraverso una serie di incontri. Primo fra tutti quello con Gornemant di Gohort, il signore che lo istruirà nell&#8217;uso delle armi, la figura paterna che prima gli era mancata. Poi c&#8217;è Biancofiore, la Damigella, che ingentilisce le pulsioni erotiche del giovane e le trasforma in impulso a dar prova del suo valore. Poi c&#8217;è il terribile fiasco dell&#8217;incontro con il Re Pescatore, paralitico, nel cui castello Parsifal trascorre la notte: assiste alla processione del Santo Graal, e rimane muto come un idiota. Da &#8220;bravo ragazzo&#8221;, segue alla lettera i consigli del suo padre adottivo Gornemant, che gli ha detto «Chi troppo parla sbaglia». Lui sta zitto e sbaglia doppiamente: se avesse domandato cosa fosse quella coppa che spandeva luce avrebbe potuto guarire il Re Pescatore e salvare il suo regno. Lo saprà solo alla fine della storia, con l&#8217;incontro finale che segna il compimento della sua crescita, il momento in cui è uomo e cavaliere: quello con l&#8217;eremita suo zio, che gli aprirà la dimensione del soprannaturale.<br />
Il tutto viene trasportato da Rohmer in un&#8217;atmosfera surreale che riesce a non essere inquietante, con una scenografia che a me ha ricordato quella di cartone di un libro di fiabe per bambini; l&#8217;attenzione ai dettagli è pazzesca, soprattutto nei costumi e nelle armature, ispirati alle miniature del XII secolo.<br />
Un piccolo capolavoro a sé è sceneggiatura, in parte recitata e in parte cantata, che si appoggia direttamente sul testo di Chrétien de Troyes in un misto di lingua d&#8217;oil e di Francese moderno, di prosa e di rima; un termine di paragone nostrano potrebbe essere la sceneggiatura di <em>Brancaleone alle Crociate</em> di Mario Monicelli. Frequente è la rottura dell&#8217;illusione scenica, con i personaggi che parlano di sé in terza persona.  In più, la parola è infiammata dal brio di una musica interpretata per la prima volta da Guy Robert e da quello che diverrà l&#8217;<em>Ensemble Perceval</em>; con il risultato che neppure la finale Sacra Rappresentazione della Passione con commento musicale in latino risulta appesantita.<br />
Un gioiello che va gustato fino in fondo, soprattutto per chi capisce il Francese ed è in grado di vederlo senza ingombranti sottotitoli.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2461/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2461&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Salerno al Premio Italia Medievale</title>
		<link>http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/10/salerno-al-premio-italia-medievale/</link>
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		<pubDate>Fri, 10 Feb 2012 07:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messaggi personali, racconti & poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[La città di Salerno concorre, per la prima volta quest’anno, al Premio Italia Medievale, organizzato dall’Associazione Culturale Italia Medievale di Milano, e giunta quest’anno alla sua IX edizione; per premiare tutto ciò che promuove o valorizza il patrimonio medievale del &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/10/salerno-al-premio-italia-medievale/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2473&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/00aa.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2474" title="00aa" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/00aa.gif?w=640" alt=""   /></a></p>
<p style="text-align:justify;">La città di Salerno concorre, per la prima volta quest’anno, al Premio Italia Medievale, organizzato dall’Associazione Culturale Italia Medievale di Milano, e giunta quest’anno alla sua IX edizione; per premiare tutto ciò che promuove o valorizza il patrimonio medievale del nostro Paese, nei campi dell’Editoria, dell’Arte, dello Spettacolo, dei Gruppi storici, delle Istituzioni, del Turismo e del Multimediale.<br />
E Salerno è rappresentata proprio in quest’ultima categoria, con ben due prodotti della Soprintendenza: il <strong><a href="http://www.museovirtualescuolamedicasalernitana.it/it/" target="_blank">Museo Virtuale della Scuola Medica Salernitana</a></strong>, museo tecnologico della narrazione all’interno della ex chiesa di San Gregorio in Via dei Mercanti, e la mostra <strong><a href="http://www.longobardidelsud.beniculturali.it/" target="_blank">Longobardi del Sud</a></strong>, curata dalla dott.ssa Maria Pasca.<br />
La premiazione è prevista per il 24 novembre 2012.<br />
Si può votare dal 1 febbraio al il 31 agosto 2012, scegliendo non più di un candidato per categoria, inviando un e-mail a <a href="mailto:info@italiamedievale.org">info@italiamedievale.org</a>, oppure con un SMS  al numero 333/5818048, o ancora via fax al numero 02/99984796, indicando obbligatoriamente nome, cognome e località di residenza.<br />
Per ulteriori informazioni, si può consultare il sito dell’associazione:<br />
<a href="http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2012/premio12.html" target="_blank"> http://www.italiamedievale.org/sito_acim/premio_italia_medievale/2012/premio12.html</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2473/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2473&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Ninna nanna del primogenito</title>
		<link>http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/07/ninna-nanna-del-primogenito/</link>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 13:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Messaggi personali, racconti & poesie]]></category>

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		<description><![CDATA[Le strade di quello che nel Medioevo era conosciuto come Vico della Giudaica, a Salerno, ospitavano forse la più grande comunità ebraica della Campania. Erano tintori, orciolai, fabbricanti di otri e mercanti di seta, macellai. E, naturalmente, donne. Mi piace &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/02/07/ninna-nanna-del-primogenito/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2452&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Le strade di quello che nel Medioevo era conosciuto come Vico della Giudaica, a Salerno, ospitavano forse la più grande comunità ebraica della Campania. Erano tintori, orciolai, fabbricanti di otri e mercanti di seta, macellai. E, naturalmente, donne. Mi piace immaginare come dovesse essere entrare in una di queste casette che non avevano, in apparenza, nulla di diverso rispetto alle altre, sbirciare nella camera delle signore dove una mamma sarà stata intenta a cullare il suo piccolo, e, come tutte le mamme del mondo e di sempre, a cantargli una ninna nanna. Una ninna nanna come questa:</p>
<div id="attachment_2455" class="wp-caption aligncenter" style="width: 510px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/16458_1216309402011_1057135126_30663178_6677351_n.jpg"><img class="size-full wp-image-2455" title="16458_1216309402011_1057135126_30663178_6677351_n" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/02/16458_1216309402011_1057135126_30663178_6677351_n.jpg?w=640" alt=""   /></a><p class="wp-caption-text">Per cortesia della Compagnia di Ventura &quot;L&#039;Unicorno Nero&quot; (Lucca).</p></div>
<p><span id="more-2452"></span></p>
<p style="text-align:center;">Dormi tu, testolina addormentata.<br />
Il tuo respiro è il profumo di un melo<br />
In una terra da Dio adombrata.<br />
Sarà tua la fresca pioggia dal cielo<br />
E l’uva di porpora colorata,<br />
il grano che tutto d’oro ha lo stelo.</p>
<p style="text-align:center;">Dormi tu, testolina addormentata.<br />
Bello come un principe crescerai,<br />
s’inchinerà a te la terra abitata.<br />
Qualunque strada tu percorrerai<br />
Dai tuoi fratelli sarà seguita,<br />
da tutti loro obbedito sarai.</p>
<p style="text-align:center;">Dormi tu, testolina addormentata.<br />
Chi ti maledice sia maledetto,<br />
tanta fortuna a chi te l’ha augurata.<br />
Se le stelle del ciel ti fan da tetto,<br />
se il sole scalderà la tua giornata,<br />
dall’Eterno sarai sempre protetto.</p>
<p style="text-align:justify;">Poesia pubblicata anche su: <a href="http://www.aphorism.it/federica_garofalo/poesie/ninna_nanna_del_primogenito/">http://www.aphorism.it/federica_garofalo/poesie/ninna_nanna_del_primogenito/</a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2452/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2452&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Il Giardino della Minerva in un libro.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 12:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mercuriade</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scienza, tecnologia e medicina]]></category>

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		<description><![CDATA[Salernitani e appassionati l’hanno tanto atteso, ma ora è una realtà: il libro sul Giardino della Minerva, pubblicato dalle “Edizioni 10/17”, è stato presentato giovedì 26 gennaio alla libreria Feltrinelli di Salerno. A rappresentare la città, l’assessore alla cultura Ermanno &#8230; <a href="http://ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com/2012/01/30/il-giardino-della-minerva-in-un-libro/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com&amp;blog=21479131&amp;post=2429&amp;subd=ilpalazzodisichelgaita&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/01/libro_giardino-della-minerva.jpg"><img class="aligncenter  wp-image-2430" title="Libro_Giardino della Minerva" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/01/libro_giardino-della-minerva.jpg?w=419&#038;h=578" alt="" width="419" height="578" /></a></p>
<p style="text-align:justify;">Salernitani e appassionati l’hanno tanto atteso, ma ora è una realtà: il libro sul Giardino della Minerva, pubblicato dalle “Edizioni 10/17”, è stato presentato giovedì 26 gennaio alla libreria Feltrinelli di Salerno.<span id="more-2429"></span><br />
A rappresentare la città, l’assessore alla cultura Ermanno Guerra. Relatori i due autori, che sono un po’ le due “anime” del Giardino della Minerva: Luciano Mauro, agronomo e progettista di giardini, artefice del recupero del Giardino e suo attuale direttore, e Paola Valitutti, medievista e specialista in archeologia dei giardini. L’uno con la sua esperienza consolidata nella botanica, l’altra con la sua precisa ricerca storica, dispiegano il perché di un libricino di nemmeno cento pagine, ma ricco e stimolante.</p>
<div id="attachment_2432" class="wp-caption aligncenter" style="width: 522px"><a href="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/01/presentazione.jpg"><img class=" wp-image-2432 " title="Presentazione" src="http://ilpalazzodisichelgaita.files.wordpress.com/2012/01/presentazione.jpg?w=512&#038;h=382" alt="" width="512" height="382" /></a><p class="wp-caption-text">Un momento della presentazione del libro. Da sinistra: Ermanno Guerra, Luciano Mauro e Paola Valitutti</p></div>
<p style="text-align:justify;">Tutto per raccontare quello che è stato forse il primo esempio al mondo di orto botanico, collegato alla Scuola Medica Salernitana e in particolare a Matteo Silvatico, maestro vissuto a cavallo tra il XIII e il XIV secolo e medico di corte del re Roberto d’Angiò: questi arriva addirittura a citare il suo giardino nell’<em>Opus Pandectarum Medicinae</em>, una vera e propria enciclopedia sulle proprietà curative di vegetali, animali e minerali. Probabilmente era proprio lì che Matteo Silvatico teneva le sue lezioni, mostrando ai suoi allievi le varie specie di piante da cui si potevano ricavare polveri o pomate contro febbri e gonfiori. Paola Valitutti ripercorre tutta la storia di questo giardino a terrazze che si arrampica sulle pendici del colle Bonadies, ricostruita grazie ai documenti e alle indagini archeologiche, dalle prime tracce nel XII secolo, quando è indicata come proprietà di Gaita, figlia del medico Giovanni Silvatico, e di suo marito Pietro; si passa poi al Cinquecento, quando lo ritroviamo nelle mani di un’altra famiglia di medici, gli Alfano, proprietari d’altronde della più importante spezieria di Salerno; nel Seicento, strozzati dai debiti, saranno costretti a venderlo a don Diego del Core che lo restaurerà per farne il giardino del suo palazzo&#8230; Sono tante le storie che questo giardino ha da raccontare.<br />
Luciano Mauro, invece, descrive la storia recente del giardino e del suo recupero dal degrado in cui era caduto, iniziata nel 1991: «Cominciò tutto un po’ per caso. Eravamo alla ricerca di un luogo in cui far rivivere l’orto botanico di Matteo Silvatico, e scoprimmo solo dopo che quello era veramente l’orto botanico di Matteo Silvatico!» Trasformare un giardino antico in rovina in un orto botanico medievale non è propriamente uno scherzo: ha richiesto più di dieci anni di lavoro, soprattutto se si tratta di andare a ripescare specie vegetali estinte o quasi. E non mancano gli aneddoti gustosi.<br />
«Per raccogliere la mandragora siamo dovuti andare fino a San Pantaleo, un isolotto in provincia di Trapani. &#8211; racconta Luciano Mauro. &#8211; Con il permesso della Forestale ne raccogliemmo dieci esemplari. Sulla strada del ritorno, i barcaioli locali, vedendoci con fascine di mandragora sottobraccio, ci fissavano sconcertati e ci domandavano cosa volessimo farcene. Così venimmo a sapere che gli abitanti di Mozia conoscono benissimo la mandragora, che loro chiamano <em>dragora</em>, e la usano contro le emorroidi! Avranno pensato che fossimo tutti affetti da emorroidi acute!»<br />
Luciano Mauro, inoltre, tiene a sottolineare che il Giardino della Minerva non può essere un orto botanico in senso moderno, dove si possa fare ricerca farmacologica: lo spazio è troppo poco, e un laboratorio interferirebbe pesantemente con il suo carattere storico.<br />
«Il Giardino della Minerva è soprattutto un luogo della didattica, un modo per mostrare materialmente cosa è stata la Scuola Medica Salernitana. E questa scelta ci ha premiati: nel 2010 il Giardino è stato inserito nella categoria dei parchi più belli d’Italia, ed è diventato tappa obbligata per gli studenti di Seattle (USA) che completano la loro formazione in Storia della Medicina Tradizionale».</p>
<p style="text-align:justify;">Pubblicato su: <a href="http://www.radiocrc.com/blog/2012/01/30/salerno-il-giardino-della-minerva-in-un-libro/">http://www.radiocrc.com/blog/2012/01/30/salerno-il-giardino-della-minerva-in-un-libro/</a></p>
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